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Convivenze
Scelta sempre più comune tra le coppie di oggi, è quella di andare a convivere e costruire una famiglia senza sposarsi. Accanto alla famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, sono infatti numerose le famiglie “di fatto”, formate da persone che decidono di convivere senza sposarsi o senza istituire un’unione civile. Questo avviene per diverse ragioni, ad esempio per libera scelta o perché uno o entrambi i componenti sono vincolati da precedente matrimonio.
Non è necessario che trascorra un determinato periodo di tempo per diventare una famiglia di fatto e non è necessario che vi siano figli: sono coppie di fatto due persone che vivono insieme, indipendentemente dal sesso, e sono legate da affetto e dalla volontà di assistersi reciprocamente.
Il nostro ordinamento, prendendo atto di questa tendenza sociale, si è adeguato andando a disciplinare alcuni aspetti di questi rapporti.
Convivenza e responsabilità genitoriale
E’ importante specificare fin da subito che i rapporti tra genitori e figli nati da una convivenza sono regolati in modo analogo a quelli dei figli nati in costanza di matrimonio: ciascun figlio assume nei confronti dei propri genitori gli stessi diritti e doveri, indipendentemente dal fatto che essi siano o meno sposati.
I genitori devono quindi mantenere, istruire ed educare la prole, tenendo conto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. I figli devono invece rispettare i genitori, contribuire, in relazione alle loro capacità, sostanze e reddito, al mantenimento della famiglia finché convivono con essa e hanno l’obbligo di risiedere presso la casa dei genitori.
La responsabilità genitoriale, ossia l’insieme dei diritti e dei doveri che gravano sui genitori verso figli, spetta quindi ad entrambi i genitori, siano essi sposati o solo conviventi, e può essere esercitata da ciascun genitore, di comune accordo. In caso di disaccordo su scelte importanti, la decisione è rimessa al Giudice, al quale ciascun genitore può rivolgersi.
La responsabilità genitoriale viene di norma esercitata da entrambi i genitori anche quando questi si separano, divorziano o, se solo conviventi, si lasciano. In tutte queste ipotesi, il Giudice dovrà in primo luogo decidere a chi spetta l’affidamento dei figli – nel nostro ordinamento prevale l’affido condiviso tra i genitori -, determinerà il genitore presso il quale i minori saranno collocati con prevalenza, i tempi di visita dell’altro genitore e stabilirà la misura in cui ciascuno dovrà contribuire al mantenimento della prole.
Quanto fin qui descritto vuole essere solo una rappresentazione dei punti principali della disciplina relativa alle convivenze more uxorio e alle coppie di fatto. Se hai bisogno di informazioni più approfondite consulta il mio blog, dove pubblicherò articoli di approfondimento per chiarire tutti i numerosi dubbi che possono sorgere in chi convive o ha intenzione di intraprendere una convivenza. Se non trovi la risposta, ti invito a contattarmi tramite mail per ricevere una consulenza o un parere specifico legato alla tua situazione